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Accertamento fiscale alla società: cosa succede e come si risponde

Controlli automatizzati, questionari, contraddittorio preventivo e avvisi di accertamento: come funziona il controllo su una società e quali strade esistono per difendersi.

Documenti societari sotto controllo su una scrivania

Non tutti i controlli sono uguali

La parola “accertamento” viene usata per cose molto diverse tra loro, che hanno conseguenze e tempi diversi. Distinguerle è il primo passo per capire quanto è seria la situazione.

  • Controllo automatizzato: un incrocio informatico tra quanto dichiarato e quanto versato. Genera la cosiddetta comunicazione di irregolarità, o avviso bonario. Spesso si risolve con una correzione o con il pagamento in misura ridotta.
  • Controllo formale: l’ufficio chiede di documentare voci già dichiarate. Serve rispondere con i giustificativi, nei termini indicati.
  • Questionario o invito: l’Agenzia chiede dati, documenti o chiarimenti. È il momento in cui si costruisce la difesa, molto prima che arrivi un atto.
  • Verifica in azienda: accesso dei verificatori, che si chiude con un processo verbale di constatazione. Da quel momento decorrono i termini per le osservazioni difensive.
  • Avviso di accertamento: l’atto vero e proprio, con la pretesa dell’ufficio. È impugnabile ed è qui che i termini diventano stringenti.

Il contraddittorio prima dell’atto

La riforma dello Statuto del contribuente ha generalizzato il contraddittorio preventivo: prima di emettere molti atti impositivi, l’amministrazione deve comunicare al contribuente uno schema dell’atto, assegnando un termine per presentare osservazioni.

È un’opportunità concreta, non una formalità: una memoria difensiva ben costruita in questa fase può ridurre la pretesa o farla cadere, evitando del tutto il contenzioso. Lasciarla scadere significa affrontare poi lo stesso confronto in condizioni peggiori.

I termini contano più degli argomenti

Contro un avviso di accertamento il termine ordinario per il ricorso è di 60 giorni dalla notifica. Presentare istanza di accertamento con adesione sospende quel termine per un ulteriore periodo, dando spazio alla trattativa con l’ufficio senza perdere la possibilità di impugnare.

Questa è la ragione per cui un atto va portato al professionista appena arriva, non quando si decide cosa fare: le opzioni migliori vivono nelle prime settimane.

Le strade percorribili

  • Autotutela — quando l’errore è evidente e documentabile: si chiede all’ufficio di annullare l’atto.
  • Adesione — confronto con l’ufficio per ridefinire imposte e sanzioni, con riduzione delle sanzioni e possibilità di rateazione.
  • Acquiescenza — accettare l’atto ottenendo la riduzione delle sanzioni, quando la pretesa è fondata e contestarla costerebbe di più.
  • Ricorso — davanti alla Corte di Giustizia Tributaria, quando la posta in gioco e la solidità delle argomentazioni lo giustificano.

La scelta si fa sui numeri: importo contestato, probabilità di successo, costi e tempi del giudizio, impatto finanziario della riscossione nel frattempo. Non sull’istinto.

Cosa fare nelle prime 48 ore

  • Conservare la busta o la ricevuta PEC: la data di notifica è il punto di partenza di ogni termine.
  • Non rispondere di getto all’ufficio: ogni dichiarazione resa in questa fase entra nel fascicolo.
  • Radunare la documentazione dell’anno d’imposta contestato, compresi contratti e corrispondenza.
  • Coinvolgere subito il professionista, anche solo per una lettura dell’atto: capire di cosa si tratta cambia le decisioni successive.

Il riflesso sulla società

Un accertamento non è solo un problema fiscale: incide sui rapporti bancari, sulla situazione patrimoniale e, nei casi rilevanti, sulle valutazioni degli amministratori in tema di continuità aziendale. Per questo lo trattiamo insieme alla gestione ordinaria, e non come una pratica separata.

Dott. Flavio Fioretti
Dottore Commercialista · ODCEC Roma · Studio Fioretti, dal 1990 · Pubblicato il 28 luglio 2026

Contenuto informativo di carattere generale, aggiornato alla data di pubblicazione: non sostituisce una consulenza sul caso concreto. Aliquote, soglie e scadenze possono cambiare.